Per capire se siamo più propensi a un mutuo a tasso fisso o variabile, bisogna prima conoscere come nascono questi tassi.

➡ Il TASSO di un mutuo è composto da 2 componenti: lo SPREAD 〽 (è deciso dalla banca 🏦 e rappresenta il guadagno lordo che l’istituto intende ricavare dall’operazione) e un tasso interbancario europeo.

Questo tasso interbancario si chiama EURIRS per i mutui a tasso fisso ed EURIBOR per i mutui a tasso variabile.

Il tasso fisso segue l’andamento degli indici Eurirs, il tasso variabile è agganciato all’andamento degli indici Euribor o – solo per una percentuale minimale di mutui – il tasso BCE.

Tasso BCE, Euribor ed Eurirs non sono altro che dei parametri che esprimono “quanto costa il denaro 💰 all’ingrosso”, ovvero quanto lo pagano le banche per poi “rivenderlo” al dettaglio (sotto forma dei prestiti che effettuano a famiglie ed imprese) applicando un margine, cioè uno spread〽.

Ed è quello che accade per qualunque attività commerciale: così come un negoziante acquista la merce da un grossista e poi la rivende ad un costo maggiorato al dettaglio, anche per le banche è lo stesso.

Prendono il denaro 💰 all’ingrosso (o direttamente dalla BCE oppure da altre banche) e lo rivendono (prestano) al dettaglio (famiglie e imprese) maggiorato di uno spread 〽.

Di conseguenza il mutuatario deve tener presente che una componente del tasso finale che pagherà è decisa in autonomia dalla banca 🏦 (spread) mentre un’altra (tasso interbancario Euribor per i mutui variabili o tasso interbancario Eurirs per i mutui a tasso fisso) dipende dall’andamento generale dei tassi sul mercato.

➡ Il dilemma di chi sceglierà un mutuo a tasso variabile risiede nel fatto che la rata viene calcolata di mese in mese in base alle fluttuazioni dell’Euribor, mentre il tasso fisso resta per sempre quello, CONGELATO al momento della stipula (eventuali variazioni degli Eurirs non interessano più il mutuatario salvo che nelle variazioni di operazioni future di surroga).

In ogni caso possiamo dire che i tassi dei mutui sono talmente bassi in questo periodo che, sia che si propenda per il fisso, che per il variabile, è difficile restare insoddisfatti 😀 😀 :D.

➡ Chi opta per il fisso è come se acquistasse una polizza assicurativa (ed è questo il motivo per cui il fisso in partenza costa sempre di più del variabile) che lo copre da un futuro rialzo dei tassi :D.

➡  Chi, invece, opta per un variabile si limita a seguire l’andamento dei tassi e viene avvantaggiato il più possibile nel periodo di deflazione o bassa inflazione :D.

Ne consegue che nella scelta del tasso del mutuo è decisiva la “scommessa” su come andrà in futuro – o meglio nella prima metà del mutuo quando si paga la quota più importante degli interessi – l’inflazione.

Siamo giunti al termine di questa nuova informativa sui MUTUI ! 😀

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A presto, Marco Alberga.

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Marco Alberga, Agente Immobiliare, Specialista nel Vendere Case. Contattami per una consulenza personalizzata e senza impegno. Ho la soluzione giusta per le tue esigenze!

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